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02-02-2001: "Wonderful maccaroni", "I'wanna go", "Hello boy". Il coatto con l'infatuazione per gli yankee, dallo slang romanesco americano, interpretato da Alberto Sordi è un culto del nostro cinema ed è il simbolo di una passione per il mondo a stelle e strisce nata mezzo secolo fa. Molto più degli inglesi con la puzza sotto il naso, c'erano simpatici i soldati americani che risalivano l'Italia schiacciati sotto quella specie di elmetto scolapasta, perché sorridevano alla gente, prendevano in braccio i bambini e rischiavano la pelle a seimila chilometri da casa, per una guerra non loro. C'erano simpatici gli americani che ci aiutavano con il piano Marshall e inondavano la penisola di dischi di Louis Armstrong e Cole Porter. Nel '68 qualcuno avrebbe scritto sui muri "yankee go home", ma milioni di italiani avrebbero continuato a "sognare California", a infatuarsi per il cinema di Coppola e Scorsese, a ingozzarsi di hamburger e patatine, a "darsi cinque" come i giganti del basket Nba. Quanto durerà ancora l'idillio? Gli americani oggi appaiono sempre più schizofrenici, egoisti e prepotenti: lanciano le campagne antifumo (in alcuni luoghi è vietato persino accendersi la sigaretta all'aperto) ma tollerano i ragazzini che vanno a scuola con la Smith & Wesson. Scatenano campagne antiabortiste ma stipendiano, compresi gli straordinari, i boia di stato. Fatti loro si dirà e invece da un po' di tempo sono anche fatti nostri. Sono stati top gun americani a tirar giù una funivia mentre svolazzavano radenti tra le nostre montagne (e quegli stessi piloti sono stati poi condannati nel loro paese con un buffetto). E sono sempre jet americani che, vent'anni dopo Ustica, continuano a giocare ai dog fights sulle nostre rotte civili infischiandosene della sicurezza (ma se per caso superate di mezzo miglio il limite di velocità sulla higway vi insegue il poliziotto, vi blocca, e come nei telefilm vi fa mettere le mani sul cofano). E adesso l'uranio
impoverito usato nei bombardamenti sulla ex Jugoslavia. LucaGoldoni
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