Miloud Oukili di Gabriella Canova

E' difficile sapere quanti sono i bambini che vivono nel labirinto delle fogne della citta' di Bucarest. Molti non hanno documenti e non hanno nome, come fai a contare chi non esiste? Alcuni dicono duemila, altri quattromila. Ma comunque sono tanti, tantissimi. 
Quando vent'anni fa il dittatore Ceausescu incitava la popolazione rumena a fare figli per la patria, diceva anche che a mantenerli ci avrebbe pensato lo stato. Lo stato avrebbe provveduto, come provvedeva a riscaldare gli appartamenti dei grandi condomini attraverso un labirinto di tubi che viaggiano sotto la citta'. Questo labirinto viene chiamato il "cana'l" ed e' qui che oggi i bambini traditi dal regime del dittatore vanno a dormire di notte, abbracciati ai tubi per riscaldarsi. 
Per non sentire la fame invece sniffano la colla che comprano nel negozi di ferramenta, un sacchetto di plastica per trattenere i fumi, la faccia dentro e dopo un po' passa tutto. 
Sette anni fa un uomo vede un documentario di questi bambini in televisione, decide che questa situazione gli e' insopportabile, che riguarda anche lui, e parte da Parigi per andare a Bucarest. Inizia a vivere anche lui nel cana'l e fa amicizia coi ragazzi. Loro gli insegnano il rumeno e lui insegna loro l'arte del clown. 
Uno scambio alla pari, tra simili. Miloud non e' certo il benefattore che arriva con i soldi per salvare i poveri diseredati. Lui insegna ai ragazzi di Bucarest a costruirsi i propri strumenti di gioco e di lavoro: "Un bastone e una bottiglietta di Coca-Cola, e hai costruito una clavetta molto ben calibrata. Gli strumenti te li devi costruire. Perche' te li devo regalare?". La stessa cosa la fara' a settembre con i bambini della Serbia, del Kosovo, dell'Albania. 
Oggi questi sono i numeri della Fondazione Parada da lui fondata:
600 ragazzi frequentano un centro sociale diurno e ricevono assistenza e formazione, 300 ragazzi ricevono regolarmente assistenza sociale e sanitaria di emergenza mediante un centro di soccorso mobile che gira di notte per le strade di Bucarest, 150 bambini e ragazzi sono stati reintegrati o a scuola o nella loro famiglia, 50 ragazzi hanno trovato una professione e un lavoro. 60 ragazzi fanno parte della troupe che propone spettacoli in Romania, Francia e Italia per sensibilizzare l'opinione pubblica. 13 collaboratori rumeni e 5 volontari stranieri sono stati formati come educatori per il recupero dei ragazzi. 30 ragazzi sono alloggiati in tre appartamenti sociali autogestiti che costituiscono il primo nucleo di una rete di case-famiglia.
Miloud Oukili ha compiuto un'opera colossale. 
Quando mi hanno parlato di lui la prima volta mi aspettavo di incontrare un signore sulla cinquantina, me lo immaginavo con la barba brizzolata e l'aria saggia, chesso' un insegnate sensibile, un assistente sociale un po' pazzo.
E invece mi vedo presentare un ragazzo ventisettenne con la pelle scura, i capelli cortissimi e le basette a punta, magrissimo e alto, dinoccolato, un sorriso grande e gli occhi attenti. 
E no, accidenti, questa non e' proprio l'immagine del missionario. Faccio rapidamente due conti: se Parada esiste da sette anni e lui ne e' l'anima vuol dire che a Bucarest ci e' andato ventenne. Che ci fa un ventenne all'inferno?
E, soprattutto perche' ci e' rimasto? 
"A vent'anni tutto e' possibile" dice Miloud. Ma lo sa lui e lo sai anche tu che non e' solo una questione d'eta'. Ma non ne cavero' un ragno da buco con lui. Non mi dira' mai il perche' e il percome che aiuterebbe la mia mente razionale a capire. Alle domande specifiche si schermisce, risponde con facili battute come: "Quando sono nato invece di piangere ho sorriso".
Mi parla invece seriamente del suo clown interiore, quello che esce quando si trucca, e anche tu lo vedi allora perche' Miloud vestito da clown e' un'altra persona: "Il mio clown sono io, e cosi' siamo in due. In questo modo la vita e' piu' facile" dice, ed e' il suo clown quello che si avvicinava con un'armonica ai ragazzi nella Gare du Nord e si mette a suonare. Indossa solo un naso rosso ma e' proprio quel naso che fa la differenza tra lui e gli altri adulti che incontrano i bambini perduti di Bucarest per curiosita' giornalistica o peggio. E' il suo naso rosso che lo distingue dagli assistenti sociali che rinchiudono i ragazzi in orfanotrofi lager. 
Questi ragazzi con le facce scure, dai tratti induriti. Quando li guardi negli occhi la loro storia ti scorre davanti, anche se non la sai. Se questo non basta guardagli le braccia segnate da cicatrici di autolesionismo. Sotto i fumi della colla non si sente il male e allora continui a tagliarti con la lametta perche' almeno il sangue ti dimostri che sei vivo.
"Grazie a me e a Miloud sono uscito dal cana'l" mi dice uno di loro e allora capisco... "grazie a me...". Miloud ha fatto vedere a questi ragazzi che la vita dava loro la possibilita' di scegliere. Il suo naso rosso e' la possibilita' di scelta. Gli ha indicato un bivio che loro non vedevano. Nient'altro. 

Ma vi sembra poco? 
Oggi i ragazzi che hanno imparato l'arte della clownerie da Miloud girano l'Europa con il loro spettacolo dove si mescolano poesia, giochi di prestigio, scherzi con il pubblico, lancio di coltelli e torri umane, canzoni e giri in monociclo. 
Questi stessi ragazzi insegnano nelle scuole di Bucarest i loro giochi e vivono in appartamenti dove se un adulto vuole entrare deve bussare e chiedere permesso. 

L'Associazione fondata da Miloud si chiama Parada e in Italia la responsabile e' Assunta Ruffini della Coopi. - Cooperazione Internzionale ONG di volontariato per lo sviluppo dei popoli, 20151 Milano, Italia, Via De Lamene n.50 tel +39/02/3085057 fax +39/02/33403570 e-mail: coopi@una.org - http://www.una.org Il sito internet e' http://www.coopi.org

600 ragazzi frequentano un centro sociale diurno e ricevono assistenza e formazione 300 ragazzi ricevono regolarmente assistenza sociale e sanitaria di emergenza mediante un centro di soccorso mobile che gira di notte per le strade di Bucarest 150 bambini e ragazzi sono stati reintegrati o a scuola o nella loro famiglia 50 ragazzi hanno trovato una professione e un lavoro. 60 ragazzi fanno parte della troupe che propone spettacoli in Romania, Francia e Italia per sensibilizzare l'opinione pubblica. 13 collaboratori rumeni e 5 volontari stranieri sono stati formati come educatori per il recupero dei ragazzi. 30 ragazzi sono alloggiati in tre appartamenti sociali autogestiti che costituiscono il primo nucleo di una rete di casefamiglia. - Gli organi di COOPI Cooperazione Internzionale ONG di volontariato per lo sviluppo dei popoli, 20151 Milano, Italia, Via De Lamene n.50 tel +39/02/3085057 fax +39/02/33403570 e-mail: coopi@una.org - http://www.una.org