Le ceneri del gatto

Da "La Stampa" del 30 Luglio 2002

Navigando fra le meschinità umane di giornata - bombette, pettegolezzi, politici ansiosi di andare in barca invece che in galera - alla ricerca di una notizia che sollevi un po' il morale, ci si imbatte nell'epopea del gatto di Essen. Se nell'empireo degli eroi entra solo chi sa rischiare la propria vita pur continuando a morire di paura, questo felino tedesco merita il biglietto d'ingresso. All'alba ha fiutato che la sua casa stava andando arrosto, ma anziché fuggire dalla finestra spalancata come gli dettava l'istinto, è balzato dentro a dare l'allarme, sfiancando di miagolii la padrona addormentata, fino a svegliarla. Il resto lo hanno fatto i vigili del fuoco avvertiti dalla donna, che hanno tratto in salvo con scale e materassini gli abitanti dell'edificio, prima che il medesimo si accartocciasse su se stesso come un cerino esaurito. Sotto le ceneri è rimasto un unico martire: il gatto altruista che adesso la Germania onora come un pompiere di New York.

Dedichiamo la sua favola ai troppi italiani che considerano ancora gli animali dei gingilli senza senso e senza sensi, e si oppongono anche col semplice menefreghismo all'approvazione della legge di tutela appena depositata in Parlamento. Oggi chi tortura un gatto con gli spilloni, o taglia le corde vocali di un intero canile per eliminarne il rumore, si paga lo sfizio con una multa ridicola, da ladro di mele. Ed è ipocrita commuoversi per il gattino di Essen continuando ad accettare a ciglio asciutto tutto il resto.

Massimo Gramellini