Ambiente di Dario Fò
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1 Settembre
2002 C'era
una volta un mondo nel quale le persone che non volevano sprecarsi in
conversazioni impegnative parlavano del tempo. Il clima era l'argomento
neutro per eccellenza. Potevi parlare del tempo perfino con il fratello
nazista di tuo suocero senza rischiare di finire in una rissa politica.
Parlare del tempo era un formidabile ammortizzatore delle tensioni sociali e
umane. Dopo questo disastroso agosto 2002 chi prova anche soltanto a
nominare il clima si trova immediatamente in mezzo a uno scontro politico e
culturale. Il tempo ha tradito gli amanti dei discorsi futili
improvvisamente e totalmente. Il
mese di agosto ha spiegato a tutti in modo estremamente forte che il mondo
sta viaggiando verso la catastrofe a velocita' sostenuta. E' sotto gli occhi
anche dei piu' disinformati qualunquisti che l'atmosfera si sta ribellando
al continuo aumento di anidride carbonica provocato da un' umanita'
stupida e miope. Anche
un microcefalo come Bush dovrebbe essere in grado di capire che la nube
tossica di milioni di metri cubi di gas che oscura i cieli dell'Asia e' un
fenomeno allarmante. Se
non si vuole dare retta agli ecologisti si vada almeno a leggere l'ultimo
rapporto della Banca Mondiale che avvisa che entro il 2030 tutte le citta'
del mondo raggiungeranno la soglia dell'invivibilita', cioe' se vorrai
andare a fare la spesa dovrai prima assicurarti di avere ossigeno a
sufficienza nelle bombole che alimentano la tua maschera... Ma
questi sono discorsi che non convincono nessuno. Il clima invece parla
chiaro a tutti. E tutti quelli che dicevano: "Non mi interessa niente
dell'ambiente!" hanno avuto le vacanze rovinate. E forse adesso si
sentono un po' stupidi. Abbiamo la sensazione di assistere a una grande
lezione di buon senso ed ecologia impartita da un maestro invisibile. Le
lezioni sono rapide e chiare. Sono alcuni milioni i benestanti italiani che
hanno perso dal 30 al 60% di quanto avevano investito in azioni e fondi di
investimento. Alcuni di loro sono incazzati. E' un fiume di sfiducia che sta
crescendo rapidamente, tra zanzare assassine, mucche pazze, spaghetti
radioattivi, patate fosforescenti, pillole dimagranti mortali. E nel
frattempo il piu' grande esercito del mondo sta mostrando la sua totale
incapacita' di colpire il terrorismo, con Bin Laden che prende il sole
chissa' dove, mentre in Afghanistan un popolo stremato non vede ancora la
fine di questa guerra. Ci
sarebbe da farsi prendere dallo sconforto. L'unico
pensiero che ancora ci da' speranza e' che questo inflessibile maestro
riesca con le sue terribili lezioni a instillare un po' di buon senso
nell'umanita' allucinata. Peraltro
sappiamo che siamo una razza dotata di straordinarie capacita' di reazione. Il
crollo del Muro di Berlino ci ha regalato il senso della rapidita' e
imprevedibilita' delle reazioni umane positive. Non c'era nessuno in tutto
il mondo che un'ora prima dell'assalto di popolo al Muro avrebbe potuto
prevedere l'evento. Per decenni la gente aveva subito le terribili angherie
di un potere dittatoriale e violento e niente lasciava presagire che avrebbe
avuto la capacita' di reagire in tempi brevi. Invece un funzionario di stato
disse alla televisione una frase ambigua: "Non e' vero che i cittadini
di Berlino Est non possono varcare la frontiera". E
migliaia di persone lo presero in parola, andarono sotto il Muro e
comunicarono ai poliziotti che la televisione aveva detto che si poteva
andare liberamente a Berlino Ovest. E dopo dieci minuti erano decine di
migliaia le persone arrivate da tutta la citta'. Poi uno sciocco ottimista
decise di provare a saltare il muro e si arrampico' sopra. E il militare che
lo teneva nel mirino chiese al suo superiore se dovesse sparare e quello
perse 5 secondi a chiedersi se doveva ordinare il fuoco o se, magari, la
televisione aveva ragione. E quando si vide che quel pazzo sul muro era
ancora li' e poi era saltato dall'altra parte ed era ancora vivo allora si
arrampicarono sul muro in 100. E a quel punto l'ufficiale decise di chiedere
l'ordine di sparare al suo superiore. Ma intanto erano saliti in 10 mila sul
Muro. E stavano arrivando con le macchine anche dai dintorni e dall'altra
parte del Muro ce n'erano altri diecimila e altri ne arrivavano da tutta
Berlino Ovest. |