03-10-2002:


Si vede che è suonata la campanella

Mentre in alcune regioni d'Italia si discute se rendere definitivo il provvedimento delle targhe alterne contro lo smog da traffico, uno spettacolo si rinnova ogni giorno verso le 12,30: centinaia di macchine convergono in determinate zone delle città, precisamente dove c'è una scuola in cui gli alunni stanno per uscire. Il fenomeno non è nuovo ma si è aggravato: infatti una volta le giovani madri si intasavano con le loro utilitarie (che ancora non erano nobilitate dalla definizione di city car), mentre oggi l'imbottigliamento è diventato mostruoso perché si è imposta la nuova tendenza: più la guidatrice è fragile e più è al comando di enormi station wagon o di smisurate jeep con battistrada da autoblindo. Se poi cadono due gocce di pioggia, scatta una forsennata operazione di salvataggio: c'è un'intera popolazione scolastica da sottrarre alla furia degli elementi e da depositare in casa, al sicuro. Le mamme più previdenti sono partite con un'ora di anticipo conquistando le posizioni migliori, il cofano quasi dentro il portone. Spesso le macchine sono due perché un padre e una madre avevano il cellulare scarico ed è mancato il coordinamento dei soccorsi. Quando escono i primi scolari, comincia il concerto dei clacson, ognuno ha il suo segnale, uno breve due lunghi, due lunghi, tre brevi. Ma siccome tutti strombazzano contemporaneamente, i poveri ragazzi perdono la bussola e si aggirano storditi tra il groviglio di auto, alla ricerca di quella di famiglia.
Se andassero a piedi si bagnerebbero di meno. Mentre nei dintorni delle scuole il traffico si paralizza e restano bloccati anche i tapini che non hanno figli da salvare, qualche nonno volontario del traffico, dotato di inutile paletta rossa e verde, si ricorda come veniva affrontato il problema ai suoi tempi. Si acquistavano mantelline di cela cerata col cappuccio, nonché calosce, ovvero soprascarpe impermeabili. Con questo abbigliamento si era in grado di sopravvivere nei trasferimenti casa scuola. I più fortunati disponevano di stivali (neri, lucidi) con i quali erano in grado di guadare torrenti.
Chi aveva scarpe normali, giunto a casa se le toglieva e metteva le calze ad asciugare sul termosifone. Il tasso di mortalità non era allarmante.

LucaGoldoni