Dai un'occhiata al calendario
| Di Luca Goldoni |
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| Due notizie così vicine, così lontane:
a Kathmandu, Shreesha Karki, bella e famosa attrice nepalese, si
uccide dopo che una foto di lei nuda era uscita su un quotidiano. In
Italia, l’ex velina Elisabetta Canalis dichiara ai giornalisti di aver
provato un po’ d’imbarazzo per le sue foto al naturale sul calendario
di Max, poi ci ripensa: "Può essere un trampolino per la mia
carriera". Due donne, accomunate dall’essere "lavoratrici" di spettacolo, legate alla propria immagine molto di più di quanto non lo sia una cassiera di supermercato o una parrucchiera, ma con due visioni opposte. L’attrice nepalese ha ritenuto rovinata per sempre la sua carriera a causa di quel nudo, e si è tolta la vita. La nostra Elisabetta, al contrario, considera un irrinunciabile passo verso il successo un "anno solare" del suo corpo offerto in tutte le pose. Che al fidanzato Bobo Vieri, piaccia o no, non importa. Shreesha non aveva mai autorizzato la pubblicazione di quegli scatti, oltretutto legati a una storia di minacce e di ricatti. La Canalis, invece, si è ovviamente offerta ai clic in piena capacità di intendere e di volere, e accetta tutto il gioco della promozione: dalle interviste sui giornali, alle presenze nei varietà televisivi, con corollario di gossip e battute da caserma. Le due vicende inducono qualche considerazione: 1) Viviamo in un mondo globalizzato dal punto di vista delle mode e nei consumi. Ma, nella sfera dei costumi, Oriente e Occidente sono lontani anni luce. E questo senza bisogno di scomodare il burqa e il regime ultrarepressivo dei talebani. 2) Gli effetti di questo gap sono di segno esattamente contrario: in Nepal un nudo può rovinare una carriera, in Italia spogliarsi è un must per rilanciare le proprie quotazioni, vedi il calendario della Canalis e prima di lei della Ferilli, della Colombari, della Folliero e delle due saffiche Fernanda e Federica. Inoltre l’antico sogno di diventare dive del cinema - un traguardo comunque che richiede impegno e sacrificio - è stato rimpiazzato dal sogno di diventare "icone" da muro (e lì basta avere un bel culo e due belle tette). 3) Forse alla base di tutto ciò, c’è una semplice verità: siamo un popolo di guardoni, incalliti, uomini e donne, tant’è che anche l’ex ragazzo Gianni Morandi ha deciso di mettersi in mutande per cercare di risollevare un po’ l’audience. |