Castellana Grotte

La Citta'

Castellana, cittadina di 18.000 abitanti, sorge sui versanti di una vasta conca carsica, nelle Murge sud-orientali, a 40 Km. da Bari e a 300 metri sul livello del mare.

La sua origine e' anteriore all'anno 1000. Sulle antiche pergamene viene chiamata Vico Kastellano ed era sorta come villaggio formata dai coloni dell'Abbazia Benedettina di Conversano. L'antico Vico, ubicato a circa un kilometro dall'attuale centro abitato, che alla fine del 1100 risulta disabitato, fu poi rifondato e ricostruito da Nicola e Costa(ntino), due coloni salentini, il 1172. Castellana comincia ad essere conosciuta in tutto il mondo dal 23 gennaio 1938, quando lo speleologo Prof. Franco Anelli ebbe a scoprire un sistema di Grotte carsiche. Per questo affascinante mondo sotterraneo, dal 1950, Castellana ha mutato il suo nome in Castellana-Grotte.

        

 

 

La Chiesa

La Chiesa, che sorge su una collina che sovrasta la citta', in una pergamena del 1176 viene chiamata Santa Maria di Castellano. In essa si conserva, ed e' oggetto di grande devozione, uno splendido affresco, su lastra di pietra, della Beata Vergine Maria. L'icona mariana, di fine trecento, si e' sempre chiamata Madonna della Vetrana (veterana, antica). Anche se di diverso avviso lo storico Fra Casimiro di S.M. Maddalena che fa derivare Vetrana dal termine dialettale usato per indicare il morbillo.

Alla fine del 1690 la chiesa era quasi diruta quando un avvenimento grave venne a turbare Castellana e tutta la zona circostante. Una grave pestilenza si diffuse, portando morte e lutto. Ma lasciamo la parola al citato Fra Casimiro, che scrive nel 1726. " Questo male che serpeggiava con gran strage nel popolo, in un tempo stesso si attacco' a tutti li sei figli di Adriano (Conte di Conversano), ed assieme ad Isabella Caracciolo sua moglie. Egli che amava teneramente la Sposa e i Figli, in vederli in tanto pericolo, ricorse all'intercessione della Vergine... Tutta la sua famiglia resto' libera dal male."

Ancora Fra Casimiro: nel 1690 "si attacco' il contagio nella cittą di Monopoli e di Conversano; si dilato' a Polignano, Mola, Fagiano, e s'introdusse anche a Castellana. Due buoni sacerdoti ricorsero all'intercessione di S.Maria della Vetrana, e replicando con fervore le loro preghiere alla Vergine, nel giorno 11 gennaio del 1691 parve ad uno di essi di udire una voce interna che comandasse alla peste in nome della Vergine a partire da quella Terra, e sarebbe cessato il flagello." La Madonna avrebbe anche manifestato il desiderio che fosse ampliata la chiesa.
Si sparse inoltre la notizia che chiunque, attaccato dal male, si fosse unto con l'olio della lampada che ardeva davanti alla sua immagine si sarebbe liberato dal male. Tutti infatti, dai paesi vicini, furono liberati dal male.
"Allora - continua fra Casimiro - il Popolo di Castellana, in ricognizione del benefizio ricevuto dalla Vergine, e per eseguire quanto era stato imposto a quel Sacerdote, disegno' riedificare ed ampliare la Chiesa di S.Maria della Vetrana." I lavori durarono soltanto un anno e vi presero parte i cittadini stessi di Castellana.
Alcuni anni dopo fu sentita la necessita' di affidare la bellissima chiesa a dei Religiosi. La Contessa Dorotea Acquaviva d'Aragona dei Duchi d'Atri, Sposa di Giulio Antonio III, per ringraziamento alla Vergine per averle salvato il bambino Giulio Antonio IV, disegno' di fondare un Convento annesso alla stessa chiesa.