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Prova l'immersione uno sport dove ciò che conta non è quello che fai ma come ti senti.
Scivolando dolcemente sott'acqua, si scopre una dimensione intima e profonda, dove trovare se stessi
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Un mondo di silenzio, dove ascoltare solo se stessi. Dove regnano lentezza e concentrazione. Dove l'assenza di peso diventa un invito a meditare. L'immersione più che uno sport, è un'esperienza interiore: "Sprofondare nel blu è come scoprire l'abbraccio di una grande madre, è tornare a una condizione di quiete assoluta.
Il subacqueo si immerge per guardare, l'apneista per guardarsi dentro. Perchè nel blu si esercita la contemplazione: dei fondali e di se stessi.
"Quando mi immergo, porto con me solo il mio ultimo respiro. Perciò tutto si riduce a uno scambio intimo tra me e il mare" Silvia Dalbon (atleta nazionale apnea femminile)
Pace e relax: Immergersi, con o senza respiratore, è più una questione mentale che fisica. Il lavoro muscolare è scarso, la frequenza cardiaca bassa, i movimenti lenti e il consumo energetico modesto (circa 400 calorie all'ora). Per questo l'attività subacquea non allena tanto l'apparato cardiocircolatorio, quanto la capacità di rilassamento e di autocontrollo.
"Si può andare sott'acqua in due modi: come il corallo o come il latte di cocco. Se prendi un pezzo di corallo e lo butti in acqua, resta corallo. Il latte di cocco diventa mare. Ecco, quando vai sott'acqua, devi fare come il cocco: devi diventare tutt'uno con l'acqua." Umberto Pellizzari
Forse non è un caso che più del 50% dei sub siano donne: che nell'acqua si trovano perfettamente a loro agio, più degli uomini. Un quarto del peso corporeo femminile è costituito da liquidi, contro un sesto di quello maschile: per questo le donne hanno un'affinità psicofisica con il mondo sommerso.
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