Triggiano

Triggiano si distende su di una superficie di 20 kmq, ad un’altitudine di 60 metri sul livello del mare, con una popolazione di circa 29.000 abitanti. Il centro ha origini antichissime: i numerosi menhir (in località Specchia e S. Marco) ed il rinvenimento di suppellettili del sec. IV a.C. testimoniano la presenza dell’uomo in questi territori sin dall’età preromana. Inizialmente si sviluppò in forma ipogea in un preesistente fossato o "castrum" scavato tra basso impero ed alto medioevo a protezione di una villa rustica o fattoria appartenuta al colono Trebius che dette il nome al luogo e proprio in merito al nome altri studiosi, invece, affermano che è dovuto alla particolare posizione del centro, all’incrocio di tre importanti strade: per Bari, per Capurso e per la costa adriatica.

Nel 1345, Triggiano fu invasa e distrutta dall’esercito ungherese. In seguito, fu infeudata ai Del Balzo, ai Bona Sforza e ai Pappacoda, quindi fu possesso dei Filomarino ed in ultimo dai Brancaccio.

Nel 1464 sotto Re Ferdinando d’Aragona Triggiano si costituì in Comune. Essendo stato acquistato il feudo di Triggiano da Bona Sforza, questa nel 1542 approvò i primi statuti petri che l’Università di Triggiano si era dati a salvaguardia della propria raggiunta autonomia.

Tra il secolo XV e il XVI, si formano nuove classi sociali in virtù di mutate condizioni economiche, facendo terminare a Triggiano la cosiddetta civiltà delle grotte che fino ad allora l’aveva caratterizzata e formando un nuovo abitato in superficie del quale il casale rupestre costituisce il supporto. Il nuovo borgo in superficie fu circondato di mura e fossato, verso la fine del XVI secolo la terra di Triggiano viene donata con atto di testamento da Bona Sforza - Regina di Polonia e Duchessa di Bari - a Gianlorenzo Pappacoda che apre una dinastia durata fino al 1768. Il titolo di Principe di Triggiano è poi passato ai Filomarino e successivamente ai Brancaccio.

 

 

 

Nel sec. XIX prese parte ai Moti, e fu importante sede di vendita carbonara.La cittadina presenta una pianta quasi quadrangolare mentre il nucleo antico è situato nella parte occidentale. Importante la chiesa Parrocchiale, edificata nel 1580, con all’interno pregevoli tele settecentesche del De Rosa e, sul soffitto, belle tele di Nicola De Filippis, mentre sotto la chiesa Matrice, è stata scoperta un’antica cripta medievale, interessante quanto ancora misteriosa, probabilmente opera di un religioso di grande cultura. Il rinvenimento permette di annoverare l’edificio religioso nell’ambito delle “chiese sapienziali”, costruite in corrispondenza di comunità religiose di notevole importanza.

Triggiano già in passato vantava una solida economia basata sull'agricoltura e sul commercio che nel caso delle mandorle ha raggiunto e mantenuto per diversi decenni posizioni di preminenza in campo mondiale. La fase industriale, apertasi negli anni sessanta con l'insediamento della Superga pur avendo prodotto notevole benessere si è affievolita con la chiusura dello stabilimento anche se dalle sue ceneri sono sorti cooperative e laboratori privati che operano nello stesso settore calzaturiero. Torna di primaria importanza il settore commerciale mentre le migliori prospettive del paese sono da individuare nei servizi e nello sviluppo turistico poiché il territorio triggianese, pur non avendo più lo sbocco al mare, termina a poche centinaia di metri dallo stesso e può fungere, ed in parte già funge, da supporto alla zona turistica di Torre a Mare di Bari.

Attive sono anche le numerose associazioni presenti sul territorio tra cui si distinguono per impegno e serietà l'associazione di volontariato EFFATA' e l' associazione turistica PRO LOCO, attivissima è anche la prima Mailing List tutta Triggianese, che vede giornalmente crescere il numero degli iscritti, ed il portale TriggianoPuntoIt che narra degli avvenimenti del nostro territorio.

Ricerca a cura di Giovanni Servidio